Con il passare degli anni le linee guida per una corretta raccolta differenziata si sono evolute, adattandosi ai progressi tecnologici e alle nuove strumentazioni per il trattamento dei rifiuti, e ci ritroviamo con tanti dubbi da fugare per essere sempre più attenti ad uno smaltimento consapevole dei vari beni.

Come AIPE – Associazione Italiana Polistirene Espanso – ci permettiamo di intervenire per chiarire alcuni punti fondamentali sul tema della raccolta differenziata del polistirene, detto EPS o comunemente polistirolo.

Quante volte, infatti, aprendo la scatola di un nuovo elettrodomestico ti sei trovato con l’imballaggio da smaltire e ti sei posto le seguenti domande:

  • “Dove lo metto?”

  • “Dove lo butto?”

  • “Nell’indifferenziato o nella plastica?”

  • “E se sporco devo lavarlo?”

EPS e campi di impiego

L’EPS è un materiale versatile che viene utilizzato per diverse applicazioni e in svariati settori.

  • Nel settore dell’edilizia per la realizzazione dell’isolamento termico, ovvero per isolare strutture in muratura
    (intercapedini, interni ed esterni), tetti e pavimenti.

  • Nel settore dell’imballaggio alimentare per la realizzazione di vaschette da gelato, contenitori per mozzarelle e cassette per il pesce.

  • Nel settore medicale per la creazione di contenitori per proteggere medicinali e per il trasporto e conservazione di organi.

  • Nell’imballaggio industriale viene adoperato per la creazione di imballi ad alto assorbimento d’urto, come ad per televisori e altri elettrodomestici.

  • Nella realizzazione di inserti tecnici per svariati manufatti quali scocche per caschi, imbottitura per seggiolini, galleggianti per lavatrici, pannelli per porte, borse frigo e cassette wc.

Essendo un materiale riciclabile al 100% in tutte le sue forme, va gettato semplicemente nel cassonetto della plastica.

Nel caso di contaminazione da alimenti, prima di buttarlo nella plastica, è opportuno pulirlo come va fatto per tutti i prodotti contaminati che vanno gettati nella plastica.