Isolamento termico e umidità in casa: scegli il polistirene espanso sinterizzato!

L’isolamento termico degli edifici è negativamente influenzato dall’umidità!

Questa può provenire sia dall’esterno (pioggia, neve, aria umida, suolo), sia dall’interno (umidità propria delle nuove costruzioni, perdite di condotti vari e soprattutto produzione da parte degli occupanti e in relazione alla loro attività di cucina e pulizia: si valuta che per ogni persona si producono 2-4 Kg/giorno di vapore d’acqua).

La maggior parte dei materiali da costruzione ha grande affinità per l’acqua, che può penetrarvi sia come liquido per capillarità, sia come vapore per effetto di differenze di pressione di vapore.
La presenza dell’acqua può alterare prestazioni importanti delle pareti, come la durata, la resistenza strutturale, il grado di isolamento, le finiture superficiali.

Fra i materiali isolanti specifici l’EPS è a questo riguardo in una posizione fra le migliori, per la sua bassissima capacità di assorbimento d’acqua, ed è perciò particolarmente consigliabile in ogni situazione; tuttavia è sempre necessario studiare il comportamento della parete nel suo complesso nei confronti dell’umidità.

Per quanto riguarda l’effetto diretto sull’isolamento, la presenza di acqua liquida aumenta la propria conduttività apparente, per la conduzione vera e propria dell’acqua (25 volte quella dell’aria) e per convezione, oltre che per diffusione del vapore con evaporazioni e condensazioni successive. Il fenomeno è quindi molto complesso e in pratica se ne tiene conto maggiorando la conduttività dei materiali.

Il fenomeno più pericoloso è quello della condensazione interna (ancor più pericoloso se seguito da gelo) o superficiale; il suo studio richiede alcune conoscenze sulle caratteristiche dell’aria umida. L’aria contiene sempre vapore d’acqua; la quantità di questo, espressa in g per Kg (o per m3) di aria secca, si dice umidità assoluta.
Questa quantità ha un limite, tanto più elevato, quanto più alta è la temperatura. Quando tale limite viene raggiunto, l’aria si dice satura di vapore.

In queste condizioni al vapore contenuto nell’aria compete una ben definita porzione Ps (Pa) della pressione atmosferica, detta pressione parziale di saturazione. Di seguito si riportano i valori.
Normalmente però l’umidità assoluta contenuta nell’aria è soltanto una frazione di quella a saturazione e quindi anche la pressione parziale p del vapore è una frazione di quella di saturazione:

La frazione viene solitamente espressa in % e chiamata umidità relativa (U.R.) dell’aria. Se la temperatura dell’aria non satura viene abbassata, si giunge ad una temperatura ts detta temperatura di saturazione o temperatura di rugiada, alla quale il contenuto, e quindi la pressione di vapore dell’aria, corrisponde al limite di saturazione. L’esempio seguente chiarisce questo fenomeno.

ESEMPIO:
Si abbia aria a 20 °C e 70 % U.R. Si desidera conoscere la temperatura di rugiada relativa.
Da app. 7 si ha:
– Per 20 °C ps = 2340 Pa
– Per 70% U.R.: p = 2340 .0,7 = 1638 Pa
a cui corrisponde una temperatura di rugiada ts = 14,4 °C
L’esempio mostra che l’aria interna a 20°C e 70 U.R. (condizione che viene presa di solito come termine di riferimento
in edilizia) comincia a formare condensa superficiale su pareti con temperature superficiali di 14,4 °C.
Il grafico seguente può a quantizzare l’entità del fenomeno.

La determinazione delle condizioni in cui possono avvenire la condensazione superficiale sulla parete e la condensazione interna, sono i due problemi da esaminare, con considerazioni diverse per i due casi.

 


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